La fuga a Roma era stata preparata per tempo, desiderata e attesa con ansia.
Solo poche persone sapevano della mia partenza, da buona terrona sono superstiziosa, eppure che dire, qualcuno che ho citato qualche post fa decide di entrare in msn proprio giovedi sera, casualmente mi contatta (ha installato il programma per me) e parla che ti parla mi dice che sabato mi ha trovato in forma, veramente. Certo io son sempre in forma, dipende quale. Vede che non faccio domande e non chiedo cos'era quello spaventapasseri che teneva per mano finchè non ce la fa più ed esordisce con "sai torno raramente a Bologna perchè viene da me la mia ragazza". Oh, finalmente l'hai tirato fuori, dopo tanta stipsi.
Bene, rispondo. Ma non mi devo fare ingannare perchè lei non è marchigiana come lui, e neanche romagnola, e neanche emiliana. Mentre mi chiedo se dovrò ripassare tutta la geografia italiana lo interrompo "vabbè quindi?". Attimo di pausa e compare la scritta "è kiwi". 
Che io ringrazio il dio di internet per non avere inventato la trasmissione dei suoni tuo malgrado perchè inizio a ridere talmente tanto che do una capocciata alla scrivania, poi gli dico calma che sapevo i kiwi fossero biondi, ma non credevo ossigenati in quel modo. Che kiwi? Mi chiede. Beh tesoro, i kiwi sono uccelli, biondastri, manco tanto carucci.
Adesso mi si chiederà, parlavi di Roma, perchè divaghi?
Ma perchè son terrona! E superstiziosa. Gli faccio gli auguri per la relazione uomo-uccello appena nata e chiudo.
Ignara della gufata.
Il mattino dopo iniziano i miei preparativi per Roma ma attenzione. Si può dare un calcio al bordo della vasca talmente forte da fratturarsi un dito? Ecco, io ce l'ho fatta, grazie alla gufata di un marchigiano che anzichè avere il coraggio di fermarsi e presentarti la sua cocorita, in modo pulito e socievole, ti contatta giorni dopo per dirti che stai in forma, e se magari si potesse...
Non si può nulla, vorrai contagiarmi le zecche. Gli uccelli son pieni di zecche, sarà cosi anche il tuo kiwi.
Me ne frego del piede, che fa tanto male che ripasso più volte il calendario, e nonostante si gonfi a dismisura assumento un colorito pressochè nero mi infilo gli stivali con il tacco alto. Scopro infatti che il peso del corpo, tutto sul tallone, mi fa bestemmiare meno.
Tumefatta, ma figa da paura. E zoppa da paura. Ma io a Roma ci vado, perdio!
A Roma scopro che mi si guarda con la coda dell'occhio, che faccio ridere (ma perchè?!) e che il freddo si combatte con metodi antichi come il mondo.
Il sabato mi vede trovare finalmente questo acquedotto romano per approdare alla mia tanto faticata meta, e mi sento come uno spartano che torna vittorioso dalla guerra. Mi verrebbe da gridare "Adrianaaaa" ma mi trattengo.
La casa appartiene al famoso uomo della mia vita, che però mi ha giurato amore eterno dopo mio doppio switch. Sti uomini la fanno sempre difficile!
Il suo compleanno fa affluire nella sua dimora le persone che, suppongo, gli gravitano intorno ogni giorno e rimango estasiata. Da lui, che fa sentire chiunque al centro dell'attenzione -si accorge del cambio di capelli della cugi per esempio, avendola vista una volta in vita sua, i suoi colleghi di lavoro la fissano per un intero giorno senza capire cos'abbia di diverso- . Piccolo esempio per spiegare una qualità che considero immensa e invidiabilissima, data la mia scarsa memoria. Il bel Dito non ha una gentilezza, che so, che ti vede li con il bicchiere vuoto e te lo riempie come agli altri, no. Lui chiede a te una cosa tua e soltanto tua, poi si gira e cambia totalmente discorso. Insomma ogni persona gli fa storia a se, ed è attento a tutti, premuroso con chi gli interessa.
E a quanto pare è una dote che ripaga, se tutti quelli che entrano a casa sua e che lui non sente -perchè intento a ballare- lo cercano subito "dov'è dov'è?" con ancora il fiato corto per il gran freddo della capitale.
Ho parlato poco, credo. E ascoltato tanto. E guardato con infantile ammirazione quello che ci si può costruire in una vita, facendo evidentemente selezione degli esseri che si incontrano, per tenere solo quelli dotati di particolare propensione al pensiero.
E per la prima volta non mi ha assalito quel pugno nello stomaco del "mioddio tutti sconosciuti ora che faccio", perchè lo erano per due minuti, poi si parlava. Perchè nessun discorso era teso solo ad una "cerchia", nessuno sguardo era puntato a ricercare le caratteristiche di un particolare "clan". Tutto pareva dire: non ti conosco, ancora, ma benvenuta.
Che a me ste cose paiono possibili solo partoriti dalla mente di alcuni registi, invece no, ci stanno tutti dentro una casa piccina e accogliente.
Mi sono innamorata, di gesti, parole, modi di dire. Ho scoperto lei che incomincia i discorsi chiamandoti per nome, poi parla seria e finisce con una risata di quelle contagiose, che pure se non sai perchè ride ti trovi a lacrimare. Poi il settore belle gnocche, che dire di lei? Tanto bella quanto vulcanica, o di un'altra gnocca, accompagnata dal suo Principe. E una casteddaja che s'è costruita la vita al di là del mare. E mi sono innamorata del suo cucciolo piccolo, che ha una faccia da furbetto che lascia stare, e se scrive il suo nome senza la"i" non si perde mica d'animo, corregge e solleva lo sguardo a sfidarti.
Poi c'è chi balla negli armadi e ha una splendida borsetta da zarina in pilu, con una comoda tasca per riporre delle fette di salame. Salame che, capiamoci, viene portato stretto nelle mani come un oggetto sacro nella "pista da ballo"naturalmente da una del settore cristiano.
E ad elencarli tutti non mi bastano 10 post, ma ciscuno ha la sua diapositiva. Anche quello che mi guardavo e riguardavo prima di capire (sempre troppo tardi) che pretenderebbe da me un altro doppio switch. (Dito non te lo dico chi è!).
Poi la via del ritorno, con un saluto prima della partenza accompagnato da un regalo.
Che a me ste cose mi spiazzano, perchè è una cosa pensata. Regalabile (che libertà poetica) solo a me. Che poi sono i regali migliori. Son quelle cose che ti giri fra le mani e sai per un attimo di essere esistita nella mente di un altro essere umano.
Vuol dire che sei viva, che occupi spazio nel mondo, che puoi -perdio puoi- restare impressa nel cervello di qualcuno, e avere delle coccole e affetto tutto per te.
Ah....Roma! E un bacione a Dito
