La Via di Fuga

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Utente: Bassotuba75
Io sono quella che non ce la faccio. Io sono stanca, anzi, stanchissima. La vita moderna ha dei ritmi e delle pretese che tenerci dietro, io non ce la faccio. Oppure no. Io sono esaurita. Sono scarica. Sembro viva, ma sono morta. Oppure no. (Paolo Nori)
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venerdì, 02 ottobre 2009

Commento a caldo di Annozero, solo perchè a momenti mi sale il sangue alla testa e bisogna farlo defluire in un modo o nell'altro.
Intanto il popolo che non frequenta internet sa poco e niente dell'intera vicenda, proprio perchè la protagonista non ha mai avuto spazio in nessun giornale o tg italiano, tantomeno la televisione ha riproposto i servizi andati in onda negli altri stati.

E' quindi mancato il "riassunto delle puntate precedenti". La famosa casalinga di Voghera, sempre quella che non sa mai niente che non sia passato per Maria De Filippi o programmi della rai, ha solo sentito ripetere mille volte "si, sono una escort".
Signora di Voghera intanto le dico che la escort non è quella bruttissima macchina anni '80 (o 90? Mah), ma è una prostituta. Escort sta a prostituta come "operatore ecologico" sta a spazzino, ecco, stessa ipocrisia. In questo cara signora di Voghera non ci veda alcun giudizio nei confronti delle prostitute, continui anzi a leggere.
Dal punto di vista prettamente organizzativo ho notato questa cosa, ma non sono un giornalista e diciamo che questa è solo una mia opinione.

Quello che mi ha fatto invece ribollire il sangue sono stati alcuni passaggi in cui io, portatrice sana di utero, mi sono sentita offesa.
Dagli uomini! Mi si dirà. No no, sono profondamente offesa e schifata da due donne. Donne che si permettono di comparire in televisione, nella tv pubblica, dentro quello schermo luminoso che la casalinga di Voghera reputa portatrice di verità assoluta e che quindi usa come guida per scoprire le nuove tendenze autunno-inverno del vivere sociale.

La prima offesa anzi risale ai giorni passati in cui si è sentito dire "perchè mai una escort deve andare sulla tv pubblica, pagata da noi, ma a che livello siamo?". Ecco già qui io leggo una intolleranza e un razzismo degni del KKK. Pongo due domande facili facili, e mi piacerebbe ottenre risposta, giuro.
1. Che cos'ha una escort in meno di una panettiera, una cuoca, una casalinga, una avvocatessa? Cosa in particolare rende degna o indegna del diritto di parola?
Attenzione a cosa rispondete. Perchè se la vostra risposta è: la rende indegna il suo mercificare il corpo in cambio di denaro o favori allora potete saltare la domanda
2. chi ha più dignità e rigore morale fra una donna che liberamente sceglie di vendere il proprio corpo per ottenere in cambio denaro o favori/regali/agevolazioni e con il mento alto lo ammette con candore e una donna che usa esattamente lo stesso stratagemma però pretende il titolo di "signora" per ottenere le medesime cose? Signora di Voghera sarò più chiara: fra stare in strada a chiedere 50 euro per un pompino o farlo a casa per ottenere in cambio un ministero cosa cambia?
Secondo me, cara casalinga, cambia la dignità delle persone. Ecco, io una che si prostituisce in strada o a casa e che ammette di essere una puttana (hanno il senso dell'umorismo certe persone, si sa) la stimo. Una persona così merita rispetto, perchè ha fatto una scelta di vita e la difende, affrontando anche le conseguenze che questo comporta.
Una puttana che invece pretende il titolo di signora, quelle che scrivono maestra di fellatio nel curriculum subito dopo il voto di laurea a me fanno schifo. Perchè vogliono tutto, pretendono di avere la vita facile, pretendono di non accettare le conseguenze delle loro scelte. Sono vili, quindi immeritevoli di rispetto.

Ad Annozero allora è presente la Signora D'addario, escort dichiarata, che racconta la sua versione dei fatti. Se sia vero o meno quello che racconta non lo so. Certo le registrazioni le hanno fatte sentire e non c'è molto da discutere. Certi ospiti -chissà quali eh- si chiedeno perchè abbia registrato e tutta una serie di amenità simili. Cercano di spostare l'attenzione su dettagli insignificanti. Classica arrampicata sugli specchi. A me pare più grave, e di molto, che un Presidente del Consiglio paghi delle ragazze con "buste" contenenti 5.000 euro, che si scopi anche le minorenni. Diciamo anche che io son per la libertà, e uno si può scopare chi gli garba, ma che poi in base alle loro capacità sessuali me le piazzi ad amministrare la cosa pubblica è inconcepibile.

Chi però meriterebbe la lapidazione in pubblica piazza, possibilmente con esposizione del cadavere all'ingresso della città sono due ospiti ben precise: due donne. Una femminista (mi viene già da ridere) e una che non mi ricordo cosa faccia. Ricordo solo che ha a che fare con il Pdl e che non sa coniugare i verbi, ne parlare il latino, nonostante ci provi con pessimi risultati.

Alla femminista rimprovero solo una cosa: avere il cervello a forma di utero. Ma non è colpa sua, intendiamoci. E' l'essere femministe che porta questa grave malformazione. Le viene chiesto se secondo lei le veline sono donne libere, visto che si possono permettere di stare quasi spogliate e invece le donne di una volta erano costrette a coprirsi per "pudore". La sua risposta signori è: si, sono libere. Abbiamo ormai imparato che ci possiamo esprimere anche con il corpo.
Guarda, femminista che non mi ricordo come ti chiami, ti vorrei prendere da parte e chiederti: ma hai tanto da dire sulle islamiche coperte fino ai piedi, dici che le patata è tua e te la gestisci tu e poi accetti che le donne vengano utilizzate come puro ornamento per una utenza evidentemente tutta maschile. E tutto questo, cristo, senza obblighi. Addirittura la velina è un ruolo ambito. Cioè per diventare il simbolo dell'inutilità della donna, per mostrarti come buco con intorno una persona tu fai anche le lotte, i provini, i pompini, convinta di avere la libertà? Femminista rispondimi: è per questo che avete lottato? Cioè anni per passare dal ruolo di oggetto sessuale voluto dall'uomo al ruolo di oggetto sessuale per proprio volere? Femminista se questa è la tua lotta fammi una cortesia: datevi fuoco, subito!
Questa è una domanda retorica, femminista, sappiamo che è esattamente cosi. Altrimenti quando certe donne, non femministe quindi dotate di cervello pensante, hanno contestato la nomina di ministra ad una pompinara siete insorte al grido di "le donne vanno difese, come possiamo noi donne accusare un'altra donna?". Queste son vostre testuali parole, e raccogliendomi le palle cadute nel frattempo ho anche risposto dentro di me: le donne non hanno ragione a prescindere in quanto donne. Le donne che con i loro comportamenti ledono la dignità dell'intera categoria vanno messe al rogo, proprio dalle altre donne! Concetto troppo difficile, lo so.
Naturalmente la femminista ha anche approfittato di una domanda che verteva su tutt'altro argomento per ribadire che le donne non sono libere di scegliere se abortire chirurgicamente o farmacologicamente. Ma qui non gli si può obiettare niente. La femminista è come il navigatore satellitare. Uno ogni tanto impazzisce e suggerisce inversioni a U sulla A1, l'altra invece quando si inceppa (ogni 5 minuti) si infervora sull'aborto. Provateci, fate parlare una femminista per più di 5 minuti poi sparate una domanda a bruciapelo: "ma nella pasta alla carbonara ci va la cipolla si o no?". Vi guarderà basita per poi dire che non è importante cipolla o no, ci son cose più importanti perdio! E se si vuole abortire, eh? In  questa società maschilista? Risolta la questione dell'aborto la pasta alla carbonara si preparerà da sola.
(se amate le sfuriate contro le femministe avevo già dato qui).

L'altra donna da lapidare è quella pidiellina di cui ignoro nome e motivazione del perchè esista. Ho solo registrato che si è appena laureata. L'ho tenuto a mente perchè ho subito pensato che è proprio vero che la scuola italiana è troppo buona, si riescono a laureare tutti. Basta partecipare, passeggiare in facoltà e prima o poi una laurea te la danno. Almeno lei credo abbia corroso i pavimenti della facoltà. A parte l'ignorare il fatto che i verbi nella lingua italiana si coniugano seguendo regole precise e non a cazzo, si rivolge subito alla D'Addario chiamandola "Dottoressa D'addario", a questo segue alzata sopraccigliare, piglio sarcastico e battuta "se così si può definire". Allora, cara pidiellina dei miei coglioni, non si può dire dottoressa D'Addario, visto che la chiamano Signora e non Dott.ssa significherà che è priva di un titolo che tu dimostri non avere alcun valore. Sei infatti, Dottoressa Pidiellina, di una ignoranza e grettezza uniche al mondo. Se imparassi a coniugare i verbi italiani prima di aprire la ruota da dottoressa forse faresti cosa gradita al mondo. Inoltre se non hai padronanza della pronuncia parla come mangi ed evita di incartarti su parole come "intellighenzia". Come vedi la signorilità non si conquista certo con una pergamena. Passano neanche cinque minuti e Miss Braccia Rubate all'Agricoltura sbotta con un "ma per favore adesso diamo credito a una puttana".

Ecco esattamente in questo punto il mio sangue ha iniziato a ribollire nella testa. Purtroppo qualcuno aveva appena iniziato a parlarle sopra, questo ha permesso a tutti di fare finta di nulla. Ma caro Santoro, lei doveva immediatamente obbligarla ad uscire dallo studio previe scuse formali alla "puttana" di cui si crede tanto superiore. La D'addario, se ha sentito, ha dimostrato signorilità anche nell'ignorarla completamente. E' una donna intelligente, evidentemente. Meno sboccata di me che l'avrei presa a pizze in faccia. Invece a questa ignorante zappatrice mancata viene data la possibilità di mettere ancora in mostra la sua stupidità e le viene rivolta un'altra domanda. Alla prima, fattale da Travaglio, non ha risposto ma in puro stile pidiellino ha iniziato a gridare sbavando come l'esorcista "e perchè voi, comunisti...", la seconda domanda -domani ve la cerco lo giuro- le fa assumere un'espressione da "oddio che m'ha chiesto che ore sono?". In pratica non ha capito la domanda. E' palese, non l'ha capita. Ma zitta non ci sa stare e allora grida "zitto lei che non ha neanche un partito! Guardi le beghe del suo partito!". Le intimano però di rispondere. Abbiate pazienza, dio mio. Questa ha il vuoto cosmico nella testa. Però andrebbe uccisa, perchè mostra in televisione l'esempio sbagliatissimo delle tendenze autunno-inverno sociali di cui dicevo prima.
Le sue battute di pessimo gusto continuano a riproporre il modello dell'offesa a chi fa lecitamente e alla luce del sole il mestiere più vecchio del mondo. Puro stile fascista, che vuole le donne relegate al ruolo di madri illibate che pensano alla cura degli italici pargoli.
Non fosse che le donne del loro partito fanno carriera a suon di fellatio.

In tutto questo ho una sola domanda: Berlusconi dice che non sapeva fossero escort però poi il giorno dopo consegna delle buste con denaro dentro, o fa favori come quelli promessi alla D'addario. Questo non fa cadere il concetto di "utilizzatore finale"? Sapendolo o meno le tratta comunque come prostitute, questo porterebbe alla richiesta decisa ed ufficiale delle sue dimissioni immediate.

Sappiamo bene che con tutto quello che ha combinato il fatto delle escort è il minimo, ma non era Al Capone che fu alla fine arrestato per evasione fiscale?

Update: il video della pidiellina da uccidere.

Ari-update: guarda guarda dove si istruisce la scimmia urlatrice!

postato da: Bassotuba75 alle ore 00:00 | link | commenti (19)
categorie: cul-tura, elezioni 2008, giramento di maroni
lunedì, 14 settembre 2009

Continuo a latitare e nel frattempo scopro cose strane. Ho solo spostato l'attenzione qui. Forse perchè è iniziato questo strano gioco del silenzio per cui seguo un mucchio di cose, leggo, mi informo ma sono avara di parole.

L'ho scoperto anche sabato, quando ho dato la colpa al fatto che fosse mattina -e io la mattina non esisto, deambulo- per giustificare il fatto che le domande che affioravano nel sentire parlare l'altro non trovavano voce ma restavano intrappolate nella testa. Sicuramente avrò dato -ancora una volta- l'impressione di essere strana e tutto il resto però sto proprio perdendo la capacità di tramutare in parola quello che penso.
Intendo quando ne vale la pena, poi ci sono altre volte in cui l'unico pensiero che ho in testa è "perchè sono qui anzichè sotto il piumone a leggere"? Questi i pensieri del sabato sera, con una compagnia creata a tradimento, che mi ha visto rifugiata in svariati bicchieri di alcool per non sentire quello che mi circondava. Nello specifico: borsette luìvitton (tutto attaccato), i nuovi modelli di ballerina che andranno questo inverno, gomme da masticare attaccate -per sbaglio- in testa ad una ragazza al primo appuntamento da parte di un lui che cerca di fare colpo portandola -nientemeno- che nella discoteca più trendy di Bologna, descrizione di capi di abbigliamento con tanti di quei nomi di tessuti che più che una camicia pareva una soap opera.
Poi non mi si venga a dire che io amo l'alcool, è che delle volte è l'unico aiuto esistente per accettare tutto questo. Sarà che stare attaccata alla cannuccia tutto il tempo a fare le bolle in mezzo al ghiaccio sembri super impegnata e impossibilitata -nonostante non veda l'ora, eh- a partecipare a discussioni di tal fatta.

A parte questo è un periodo del menga, come direbbe qualcuno. Va tutto male, davvero. Eppure ho una tranquillità addosso come se sapessi che tanto finirà presto. Quindi due son le cose: o ho perso quella malinconia di fondo -e non so neanche come ne perchè- oppure siamo arrivati alla soglia della pazzia pura. Tutto dovrebbe portarmi ad essere incazzata come una murena, malinconica e depressa. Invece cammino a testa alta, rido per ogni cosa e sono pacifica come non mai. Misteri della vita. Saranno le ovaje, forse sto entrando in menopausa. Non so.

L'unica cosa che ho scoperto e non mi piace per niente è la paura che mi sta prendendo quando sono in giro. Giuro. Quando sono arrivata a Bologna non mi sono mai sentita in pericolo, magari ecco eviti di passare in particolari stradine che hanno una brutta fama, eviti di avere la faccia da "dio mio ti prego non uccidermi" e cose del genere. Invece adesso mi rendo conto di essere in un perenne stato di allerta. Non solo la sera o nei posti isolati. Si sente proprio una "cattiveria" di fondo, le persone sono tesissime anche in pieno giorno. Anche solo in fila alle poste trovi persone che ti guardano malissimo o che son pronte a rissare per il solo fatto che sposti il peso del corpo da un piede all'altro; chi cammina per strada sposta spesso le spalle per proteggersi quando incrocia qualcun'altro. Ci stanno abituando ad essere cattivi, al fatto che tutto sia lecito, ad avere paura di chiunque incontriamo. Ci bombardano continuamente di notizie assurde però in realtà più niente fa notizia.
Poco fa ho trovato
questa. Per dire è una stronzata, si tratta evidentemente di un cretino patentato che si sarebbe meritato frustate sulle bruciature. Perchè non ha insultato random il personale medico, così che magari si poteva anche pensare stesse delirando a causa del dolore, no è stato preciso. Non vuole essere toccato nai "negri". Quello che mi fa una paura terribile non è il caso isolato, ripeto: questo è un cretino e ringraziamo il fuoco che ha tentato di mandarlo all'altro mondo. No, mi fa paura il fatto che chi fino ad oggi aveva questa rabbia, questa intolleranza strisciante sotto la pelle aveva però il terrore della società che gli imponeva un certo rigore etico e morale.
Adesso no, anzi, adesso più sei cattivo, senza regole, esagerato, più la società ti da spazio, parla di te e sempre con un certo compiacimento.
Quello che mi fa paura non è il pirla che dice una cosa simile, è la persona che legge la notizia e non resta a bocca aperta a chiedersi dove sia ormai il limite della decenza.
Mi fa paura la paura della gente. Mi fa paura questo senso di angoscia perenne che stanno creando nelle persone. Mi terrorizza l'atteggiamento fisico delle persone che senza neanche accorgersene fanno un passetto indietro quando chiedi un'informazione, che in autobus stringono forte la borsetta e abbassano la testa per poter spiare con la coda dell'occhio cosa gli capita intorno, mi spaventano tutte le varie liti che sento intorno a me per cose assolutamente inutili.

E poi ieri sera ho visto un film che avevo scaricato secoli fa, questo, e forse mi hanno impressionato certe scene. Se le avessi viste solo due anni fa avrei pensato "che boiata pazzesca", adesso invece mi trovo a "riconoscere" certe dinamiche o certi scenari nelle immagini dei tg o nel centro di una città che fino a poco tempo fa combatteva il degrado in un solo modo: vita che scorreva per le strade a tutte le ore del giorno e della notte.

postato da: Bassotuba75 alle ore 17:54 | link | commenti (7)
categorie: tempi moderni, sassolini nella scarpa, in-tolleranza
venerdì, 28 agosto 2009

La ricetta è semplice, tu prendi la stanchezza della prima settimana di lavoro dopo le ferie, ci aggiungi un'uscita autoimposta -che sembri una vecchia sempre chiusa in casa- e mescoli tutto con due bicchieri -abbondanti- di vino.
E' così che ti ritrovi a tornare presto a casa seduta nei sedili posteriori di una macchina, a seguire con lo sguardo le insegne dei negozi chiusi che creano solo scie di diversi colori, poi ogni tanto volgi lo sguardo dentro l'abitacolo e vedi due persone che stanno sedute una di fianco all'altra.
Si stanno canzonando per il nome stupido di una merendina di cui lui, a quanto pare, va matto. Ecco, è quotidianità spicciola, e realizzi -tutto in un momento- che è esattamente quello che ti manca.
Non è il grande amore delle fiabe, non è neanche quello squallore che ti circonda, è l'idea. E' l'idea sedimentata nel cervello che hai di "coppia", che chissà poi da dove diavolo l'hai tirata fuori. Quella che tu chiami "coppia perfetta" l'hai vista una sola volta nella vita, eppure è quella che cerchi. Per alcuni non esiste, per tua madre -saggia come sempre- si chiama solo letteratura, per la precisione Dostoevskji.
E allora chissà da dove l'hai tirata fuori l'idea che sarebbe ora tu avessi una persona affianco, che si goda insieme a te il fresco che entra dai finestrini dell'auto, uno che ti fa attorcigliare la pancia a guardargli le mani che toccano gli oggetti, uno con cui condividere lo schifo di questo mondo -a me non piace questo mondo tutto sbagliato, e a te? Neanche a te?- eppure trovarsi di colpo quasi estasiati di fronte a piccoli, insignificanti, eventi di tutti i giorni.

Si, perchè io son quella che quando si arrabbia esosrdisce con "porcoddio" senza sentirsi volgare, che ha voglia e trae piacere dal chiamare le cose con il loro nome, sono quella che sente il sangue affluire alla testa quando sente una risposta articolata molto male nei confronti di chi "non si può difendere". Io son quella "incazzata", sempre e comunque. Eppure sono anche quella che quasi  si vergogna di estasiarsi di fronte a piccolissime cose, come una bimba che chiama "bau" affinchè il cane del mio amico le si avvicini e poi ritrae impaurita la mano paffuta, son quella che resta estasiata a immaginare tutto il mondo che si sta creando in quella piccola testolina.
Sono quella incazzata sempre e comunque che però si ferma al centro di una piazza e mentre i venditori urlano i prezzi della frutta sorride da sola perchè lui, ottant'anni ad andare bene, si ferma un attimo prima del gradino del marciapiede e tira indietro il braccio a cercare la mano della compagna di una vita. Per proteggerla, e guarda un po' con quale forza, dal traffico della città. E resto lì, inebetita a sorridere e commuovermi per un gesto che non ha nulla di studiato ma si è creato pezzo per pezzo nel corso di una vita.
C'è voluta una vita per tramutare un "io" in "noi".

E seguo le scie delle insegne dei negozi, prima di posarmi sulla coppia che c'è seduta di fronte  a me nell'abitacolo. Nulla di invidiabile, se non il contesto, il "potrebbe essere". Loro che tornano insieme alla loro casa e avranno da dirsi l'ultima frase prima di dormire.
Penso a me stessa, mi vedo come fossi un'estranea. E mi vedo arrabbattarmi in una vita in cui l'unico concetto esistente è "io", in cui penso che devo montare i bastoni delle tende, ed è solo un gesto meccanico. Non diventerà occasione di scherno per il resto della nostra vita che so, sbagliare il foro nel muro. Non è più un pezzo di vita, è solo un bastone per le tende che vivrò solo io, che chiuderò solo io, che sceglierò solo io.
La consapevolezza di star sprecando gli anni migliori della mia vita, ad incistirmi dietro cose che non valgono la pena. Adesso che avrei la ricetta perfetta per dosare in modo sapiente scelte adulte con colpi di testa che tanto ti fanno sentire viva.

Che poi vorrei tanto sapere quando mi sono inventata questo concetto di coppia, dove mai si è visto concretizzato questa figura che ti sta accanto che è insieme la tua forza e la tua disperazione, che ti sa aiutare ma che necessita di aiuto, che esiste solo in funzione di qualcosa che trascende il singolo, che ti sa insegnare qualcosa ma nello stesso tempo capisce il tuo valore, negato al resto del mondo. Qualcuno con cui essere vulnerabile, far vedere che hai paura di tutto quello che esiste e da difendere di fronte alle tue stesse paure.
Io a dire il vero non l'ho mai vista realizzata una cosa simile. Ho solo visto tante solitudini che ad un certo punto si attraggono per paura di affogare e poi vegliano la notte scrutando una sagoma addormentata nell'altra metà del letto e si chiedono perchè, se in fondo la vita è tutta quii. Una solitudine immensa mascherata da "famiglia".
E dico che non voglio questo, vorrei quello che dico io, vorrei la capacità di essere onesti come bambini, pieni di passione come due amanti al primo incontro e complici come chi sa di star vivendo qualcosa di assolutamente unico. 

La verità della serata è che a me il vino fa male. Bisogna smettere.
postato da: Bassotuba75 alle ore 23:29 | link | commenti (6)
categorie: cose che non andrebbero scritte
lunedì, 24 agosto 2009

Nel post precedente iniziavo con "latito", ed in effetti è quello che faccio ancora.
Latito da tutto, parto per le ferie completamente dissociata dal mondo e anche da me stessa. Imparo -a furia di raccontarlo- quanto siano stupide certe dinamiche. Come il post che è comparso qui qualche tempo fa e poi scomparso. Beh ha perso ogni importanza, mi spiace solo che ci sia qualcuno che sta male per davvero e non ottenga aiuti da nessuno e per questo ossessioni chi neanche la conosce inventando storie senza senso. Forse l'essere umano quando è disperato si comporta così, chissà.

D'altra parte non mi va più di immischiarmi con chi non mi rappresenta nient'altro che uno studipo cancro e ha il peso di un peto nel mondo.

Dimenticato quel piccolo fastidio mi son dedicata alle mie cose. Un'intera lista di cose da spuntare. La maggior parte son rimaste inevase, e la priorità è stata data ad altre.
Innanzi tutto ho imparato che è difficilissimo camminare sulle stampelle. Pare facile, invece devi saper valutare quanto inclinarle rispetto al corpo prima di sollevare tutto il peso. E poi un dolore atroce nei muscoli dell'avambraccio e delle spalle. Allora mi chiedo come diavolo fai a stare li sopra, con la tua età, la tua mole da ormai troppi mesi.
Mi chiedo come fai a creare quel piccolo muro invisibile davanti ai tuoi occhi per trattenere te stessa e farmi arrivare solo le cose "neutre". Mi parli dei tuoi libri, mi indichi quali sono i più belli e quali no, mi dici cos'hai scoperto circa i nuovi fatti di politica "ma parla piano che se ci sente poi litighiamo per niente, tanto non capice un cazzo".
Ecco, e allora torno indietro negli anni e rimetto insieme le tecniche imparate nell'infanzia. La prendo lunga, che tu non abbia paura di me. Mi siedo lontana da te, che non ti senta oppressa. Inizio dal materasso, hai il tempo di capire dove voglio arrivare e sai che se vuoi puoi fuggire. Sai che so quando vuoi sorvolare e farò finta di accettare la tua finta distrazione.
Invece mi lasci fare e il discorso sulla necessità di cambiare quel materasso arriva ben presto al succo del discorso. "non ti senti sola?" le chiedo.

E lei, che è lettrice esperta, capisce subito che quello è il centro del ragionamento, ma legge anche le parole non dette. Sarebbe troppo lungo, mamma, e sembrerebbe poi patetico da spiegare a fondo. Ma non voglio arrivare chissà dove. Vorrei solo si imparasse a non trattare con pietà questo sentimento che pure è umano e accompagna tante persone per lunghi periodi dell'esistenza. Dimmi mamma, perchè una persona può essere perennemente arrabbiata, o triste, o felice, o spensierata e niente di questo va a scalfire il "valore" di quella persona, ed invece la parola "solitudine" fa così tanta paura? La persona sola pare portarsi addosso una malattia grave e contagiosa. Si guarda il "solo" con pietà e si fanno spallucce.

E invece è solo una delle tante condizioni dell'essere umano. Solitudine non significa "non avere" o "fallimento". Non significa dover accartocciare la propria vita e buttarla nel cestino.
Non mi sono mai sentita così sola come in queste vacanze. Soprattutto quando ero in compagnia di qualcuno. Quindi non è neanche una questione di appartenere o meno ad un gruppo sociale. Non è l'avere esseri umani intorno che ti rende meno sola. Anche se sono persone cui tieni. Io ho selezionato parecchio nel corso degli anni, e lo sai che per qualcuno son disposta a tagliarmi un braccio. Quindi non è solitudine pura.

Parlo della solitudine come la vedo in te. Parlo di due solitudini che vivono sotto lo stesso tetto e la società si ostina a chiamarle "famiglia". Parlo della solitudine che senti premere proprio quando hai certe persone intorno, per cui pare di parlare due lingue diverse, dove gli anni scorrono nella perfetta incomunicabilità. Si può essere più soli di cosi? Del dover sopportare qualcuno affianco che non conosciamo e non ci vuole conoscere? Ma come si fa a non impazzire? Guarda, bastano due stampelle per distruggere in un attimo quell'equilibrio di cristallo e far cadere in frantumi quella che sembrava la "realtà".
Questo non te lo dico mamma, ma forse lo immagini da sola, le relazioni stabili mi spaventano a morte proprio per questo, perchè non voglio rivivere una solitudine così profonda.
Ma tu capisci, arrivi sempre molto più lontano di quanto avessi immaginato e supponi che anche io capisca e sia forte abbastanza. "mi devi promettere una cosa" e mi ritrovo un biglietto in mano: un indirizzo di Roma. "appena diventerò non autosufficiente, di testa o di corpo, voglio andare lì. Prometti che mi porterai proprio lì". Mi rigiro il biglietto fra le mani e non posso parlare, c'è quel maledetto gomitolo di lana proprio in gola. La voce quindi viene fuori molto più dura di come dovrebbe, ma sai anche il perchè. "sarei un mostro a promettere una cosa del genere". Ma il biglietto resta teso nel nulla, non muove neanche una mano. Non è la risposta giusta "te lo chiedo per me, mi mortifica tutto questo, se volete accettare quello che ho scelto per me stessa mi farete vivere in pace la mia vita, altrimenti mi condannate alla vergogna. Prometti".

E' una estate fatta di svariati nodi in gola, di occhi che pizzicano, della ricerca di strade deserte da percorrere in solitaria. Di vento in faccia che si spera trascini via qualche pensiero. Sono momenti di cattiveria che salgono e vorrebbero pulire il buono distruggendo il negativo. Ti son stata dietro ben cinque minuti a ragionare se darti o meno un calcio proprio al centro della schiena, cosi le provi anche tu le stampelle e la smetti poi di fare lo stronzo, che dici?
L'indecisione se accettare o meno di fare l'aperitivo con una persona che gode come una malata nel vivisezionare animali. Ecco, sai quanto mi farebbe bene sedermi al tavolo con te e dirti che ti disprezzo e ti auguro una morte lenta e dolorosa? Ti auguro che ogni singola cosa che hai fatto agli animali la risenta moltiplicata per mille, dovrai invocare la morte e lei si dovrà prendere gioco di te.

In concreto son tornata svuotata, sembra mi regga in piedo solo perchè bene impagliata.
Bisogna che mi dia una smossa. Bella forte.

martedì, 30 giugno 2009

Latito.

Ma non solo dal blog, anche dalla vita.
Più il tempo passa più somiglio alla me stessa bambina, quella che stava zitta e osservava le persone, ne seguiva i discorsi, sorrideva impercettibilmente quando veniva colpita da certe frasi, o da certi dettagli.
I dettagli sono la cosa più importante, secondo me. Aiutano chi non ha memoria a non impazzire, a trovare la strada, a riconoscere gli altri. Non saprei mai fornire una descrizione attendibile di nessuno, neanche delle persone più care. Il mondo è fatto di dettagli, esattamente come gli esseri umani.
Me le immagino le domande di un potenziale sbirro "forza ci dica come aveva gli occhi". E che ne so io. E' possibile mi ricordi le rughe intorno agli occhi, mi restano impresse soprattutto quelle nell'angolo esterno, in genere sono due e vanno una in su e una in giù. Così gli occhi sembrano dei piccoli pesciolini che si dibattono ad ogni espressione della persona. Aiutano i pesciolini? No, lo sapevo.
Le mani mi restano impresse, si. Ma noto solo con quale forza si imprimono nel mondo. Certe persone si aggrappano con le mani a qualsiasi superficie trovino, come se allentando la presa su un solo bicchiere d'acqua rischiassero di perdersi in chissà quale altra dimensione. Altre invece sfiorano le cose con delicatezza, pare abbiamo paura di rompere tutto, anche se sfiorano un muro, lo fanno quasi chiedendo scusa. E poi ci sono le mani di quelli che ci vedono benissimo, ma si comportano come ciechi. Questo lo noti soprattutto quando le persone non sanno di essere osservate e gli cammini dietro. Camminano, pensano a chissà che e nel frattempo le loro mani sfiorano tutto quello che gli occhi registrano. Muri, foglie, portiere di auto. Credo non si fidino della vista. Cercano conferme. Credo. Io almeno cerco di capire se tutto questo esiste.

"Ma non hai mai niente da dire?" è la frase che mi è stata rivolta più spesso, e io mi limitavo a guardarli di sotto in sù e fare un sorriso che per me voleva dire tutto, per loro non so. E neanche importa.
No, a dire il vero non ho nulla da dire, perchè tutto quello che potrei dire lo dirà qualcun'altro, prima o poi. Basta aspettare. E faccio già una gran fatica a tenere insieme tutto quello che arriva alla testa. Colori, paesaggi, espressioni, parole, odori. Quello che esiste da una parte e quello che "potrebbe essere" dall'altra. Faccio una fatica bestia a discriminare quello che accade veramente da quello che immagino possa succedere. Uno strascico autonomo del gioco "facciamo che" che usano i bimbi. Anche camminare sotto un portico è troppo lungo da descrivere. Ci sarebbe da dire cosa sta succedendo veramente e cosa potrebbe implicare ogni singola cosa che vedo. Ci sono talmente tante cose da stare a guardare che non trovo più il tempo di aprire bocca per dire nulla. Anzi, bisogna concentrarsi bene per non lasciarsi sfuggire il senso delle cose.

L'unico momento in cui mi rendo conto che esiste un solo mondo è quando leggo. Leggere è venire trascinati a forza dentro una storia in cui piano piano affiorano particolari. La stanza in cui si muove il protagonista, la sua voce. Diventi partecipe dei suoi stati d'animo e non esiste altro mondo che quello. Forse è per quello che leggere è rilassante. Puoi per un attimo spegnere le antenne che captano il mondo esterno e lasciarti guidare. E poi nessun libro ti guarda mai curioso come a dire "eh ma non hai niente da dire?".

No, non ho niente da dire. E lo so che in questo periodo vengo percepita come più strana del solito. Eppure a me pare normale stare in mezzo ad altre persone e comportarmi come fossi trasparente. Vedo, osservo, penso. Ma non è contemplato che io partecipi attivamente. Certo se mi rivorgi la parola sono obbligata a rispondere, e quanta fatica costa. Significa buttare giù in fretta e furia dal tavolo tutte le carte che fanno parte dei mille mondi del "facciamo che" e lasciare solo quelle reali. Quelle che l'altro può ritenere coerenti con la realtà circostante.

No, non ho niente da dire. Neanche quelle poche volte che mi servirebbe dire qualcosa. Invece taccio volontariamente, perchè so che verrebbe fuori qualcosa legato al ragionamento del "facciamo che", e non al mondo reale. Non posso farti una domanda partendo dalla fine delle mie libere associazioni, giusto? Rischierei di sembrare pazza. Eppure sarebbe il modo più coerente. Ma dovrei prima spiegarti tutto un mondo. E allora meglio tacere. 

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categorie: me , parlando fra io e me
mercoledì, 10 giugno 2009

Stamattina ho aperto faccialibro e ho trovato un commento a questo video. Commento che considero importante e degno di nota.

Andiamo con ordine.
Questo video mostra la vicenda Berlusconi - feste stile "Scarface" nella sua villa in Sardegna. Naturalmente è il video di un tg spagnolo, che noi qui in Cina Italia non lo possiamo certo mandare in onda. Qui da noi è proibita l'informazione che fa male al re, che lede la sua immagine, che provoca pessimismo. Noi, che siamo l'orgoglio di Orwell, vogliamo solo programmi, spot, libri e giornali che ci facciano stare bene, che ci infondano ottimismo e ci facciano sentire fieri di essere italiani.
Per questo benediciamo la sacra arte della censura che non fa arrivare i film più interessanti nelle nostre sale, anche se la proiezione magari era stata già programmata; non vogliamo certo vedere nelle nostre librerie scrittori che se la prendono con il nostro premier, per di più stranieri, ma via.

Tanto sono interessanti il video e l'articolo di El Pais, quanto patetiche le pseudo-giustificazioni del premier stesso circa questa vicenda: dal dire che Noemi è vergine, e certo non ne dubitiamo considerando quanti orifizi esistano in un corpo umano, all'accusare la stampa estera nel più svariati modi. Adesso per esempio è saltata fuori la storia delle tasse...

Il premier naturalmente grida allo scandalo, alla violazione della privacy e promette denunce random.
Sembra facile sentire le notizie e schierarsi da una parte o dall'altra, giusto? Anche il direttore del tg spagnolo ha detto chiaramente che loro fanno informazione, è un loro dovere (attenzione ha detto dovere non diritto) informare i cittadini sulla realtà dei fatti. Aggiunge poi che se, a conoscenza dei fatti, lo si vuole votare lo stesso va bene, benissimo. Quella è libera scelta. Ma appunto basata sulla conoscenza di quello che in realtà è, e non su quello che ci vogliono far credere che sia.

In questo passaggio io mi son bloccata, lo ammetto, povera scemina italiana che resta a bocca aperta di fronte alle teorie dei popoli civili e progrediti. Li guardo affascinata e penso che un giorno lontano anche noi avremo un mondo così. Forse non io, forse non i miei figli, ma i mie bisnipoti forse potranno dire a testa alta: io sono italiano! Abbiamo un passato nero, siamo stati un paese del terzo mondo, senza diritti e senza libertà di espressione, xenofobo e fascista, ma ci siamo piano piano risvegliati.
Pensa se fossimo in un paese come la Spagna, dove si afferma così chiaramente che per correttezza uno ha a disposizione la verità (che bella parola, lasciatemela scrivere spesso) poi, in coscienza decide. Anche una decisione sbagliata sia chiaro, però come dire, nata da presupposti giusti.

D'altra parte non possiamo avere tutto. La Spagna oggi è democratica e aperta perchè arriva da millenni di storia in cui piano piano hanno raggiunto la libertà, giorno dopo giorno, mattone dopo mattone. Noi invece, che appena 50 anni fa eravamo sotto dittatura pesante (mi pare di ricordare fosse una dittatura militare) non è che ci possiamo liberare così in fretta dell'essere servi nell'animo. Un popolo non può mica risorgere in breve tempo ed esplodere in una democrazia. Ci vogliono secoli e secoli.
O forse confondo i fatti? Dite che la Spagna non ha avuto l'ultima dittatura intorno al 1200? Mah, allora forse dovremmo farci dare delle ripetizioni.

Perchè gli spagnoli si e noi no?
Questa potrebbe essere una spiegazione:

“L’italiano medio è decaduto dal punto di vista della morale pubblica e dal punto di vista della morale privata, per cui ogni cosa va bene: se lo fa Berlusconi lo faccio anch’io, o viceversa, se lo faccio io, perché devo rimproverare Berlusconi?”, ha sentenziato De Rita, in un’intervista a La Nacion.

“La chiave è l’attrazione antropologica esercitata da Berlusconi, che ha un rapporto diretto con la gente, a cui piacerebbe somigliargli perché è ricco, perché conquista le donne, perché ha le ville, le automobili, tutto… Berlusconi è l’effetto di un’opinione di massa, non l’effetto di un’opinione pilotata”, ha aggiunto.


Però c'è anche un altro passaggio che sta ad un livello inferiore di ragionamento: appunto la frase che stamattina ho trovato in faccialibro.
Metto le mani avanti e dico subito che si, è vero, certamente faccialibro non è esattamente il genere di sito che attira persone geniali, però è anche vero che è uno strumento, e come tale si può usare bene o male. Statisticamente è sicuramente più probabile trovare gente terra terra che limita l'utilizzo della rete a mandare bacini e fare test, ma è anche possibile utilizzarlo con un minimo di intelligenza.

Il commento che ho trovato è di una persona che non conosco, quindi posso giudicarla solo ed esclusivamente in base a questo specifico commento, riferito appunto al video qui sopra:
"Ciao, posto anche a te lo stesso msg che ho inviato ieri ad un mio amico che aveva pubblicato il tuo stesso video:
Domanda seria (e ti assicuro che la mia non vuole essere una provocazione, ma si tratta di semplice curiosità):come mai se Berlusconi vuole portarsi delle ragazze a casa tutti lo criticano e gridano allo scandalo, ma se Vendola (il tuo governatore!), Pecoraro Scanio e Luxuria vanno a letto coi maschietti sono solo affari personali e non c'entrano nulla con la politica? Grazie"

Davanti a questo messaggio vedo solo due opzioni: ignorare una bestia di tanta stupidità augurandogli di estinguersi presto, oppure assecondare il sangue che sale alla testa.
Ad uno così io mi sento autorizzata a mettere le mani in faccia, e accompagnare ogni punto con una bella cinquina: prima per lo slogan implicito "meglio pappone che culattone". Seconda per il fatto che pretende di comparare due cose assolutamente diverse. Ma finchè uno nel suo privato fa sesso con qualcuno, che sia maschio, femmina, uomo, animale, lettera o testamento, che me ne frega?
A me interessa entrare nel merito quando un uomo politico si scopa le minorenni e questo nel mio stato è un reato, mi interessa nel momento in cui per fare i suoi festini stile narcotrafficante usa i miei soldi, quelli delle mie tasse, quelli che taglia alla mia istruzione e sanità e spende invece per comprare regali alle sue puttane e scorrazzare da una parte all'altra dell'Italia i suoi buffoni e i suoi ospiti a MIE spese, con beni dello stato. Mi interessa nel momento in cui in base al sei dentro/sei fuori delle sue feste vengono decise le sorti del mio paese, mi interessa nel momento in cui non solo ti devo pagare queste puttane ma poi le devo anche accettare in qualità di parlamentari. Non solo mi dici che te le sei fatto, che sono tue serve, ma capisco anche se sono brave o meno nell'arte della fellatio in base al ruolo che poi rivestono nel mio stato. Mi interessa nel momento in cui, da donna, vedo che essere intelligenti e preparate non serve a niente e relegate la donna al ruolo di puttana che si deve scopare uomini vecchi, laidi e atrocemente sottodotati come quelli fotografati in tali ville per avere un posto di lavoro. Mi interessa nel momento in cui in un fatto del genere vedo il degrado a 360 gradi. Vedo le famiglie che accompagnano le figlie come agnelli sacrificali sull'altare di questi mafiosi, vedo le facce gelose delle ragazzine nel guardare queste "privilegiate" come fosse una grande occasione nella vita, quando invece stanno solo prostituendosi come tante ragazze in strada. Con la differenza che la puttana di strada è piena di dignità ed è pulita. Queste ragazzine invece sono puttane nel corpo e soprattutto nell'anima. Il degrado lo vedo negli italiani che lo venerano perchè ha sdoganato tutto il peggio che ciscuno di noi forse avrebbe sempre voluto fare ma non ha mai avuto il coraggio di ammettere. Sta diventando una gara a chi cade più in basso.

Se prendiamo i risultati delle elezioni e la domanda di questo demente qui sopra mi chiedo solo come sia possibile essere così terribilmente stupidi da non avere un briciolo di spirito critico, di amor proprio, di dignità.
Mi chiedo perchè non posso insultare apertamente una persona del genere quando la sua sola esistenza, e soprattutto il suo avere i diritti di una persona cerebralmente normodotata, come quello al voto, influiscono poi così pesantemente sulla deriva morale, civile, politica e democratica di un intero paese.

Per me se uno lo vuole votare faccia pure. Pretenderei però che uno capisse prima cosa cazzo sta facendo. Insomma alla spagnola, basta sapere le cose prima. E capirle, soprattutto.  

sabato, 16 maggio 2009

Tempo fa scrissi questo post.
Oggi scopro, con un giorno di ritardo, che il fatto specifico cui mi riferivo è arrivato alla conclusione: assolti.

Ecco, avrei voluto vedere nei blog e siti delle femministe almeno due righe di scuse.
Invece non riportano neanche la notizia. Che bella così essere così maledettamente false nel proporre sempre e solo i fatti a favore della propria tesi.

Dal profondo del cuore un bel vaffanculo alle femministe che non capiscono che la donna NON è solo una patata e che finchè non si arriverà alla magica conclusione che l'uomo e la donna sono identici e differiscono appunto solo nelle parti genitali non si arriverà da nessuna parte.

E una domanda: quasi due anni di arresti domiciliari chi li restituirà ai due ragazzini?
postato da: Bassotuba75 alle ore 21:38 | link | commenti (18)
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sabato, 25 aprile 2009

Trovo un brano che dice esattamente quello che cercavo di scrivere nel post precedente, la differenza è che lui sapeva scrivere!

Gramsci, 1917. Pare parli proprio di noi:

Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.
L’indifferenza è il peso morto della storia. L’indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. È la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l’intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l’assenteismo e l’indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia altro che un enorme fenomeno naturale, un’eruzione, un terremoto del quale rimangono vittime tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anch’io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?
Odio gli indifferenti anche per questo: perché mi dà fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime.
Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l’attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c’è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti”.

11 febbraio 1917

Trovato qui.

postato da: Bassotuba75 alle ore 18:30 | link | commenti (14)
categorie: libri, giramento di maroni, citando qua e la
giovedì, 23 aprile 2009

Stamattina arrivo al suo post, lo leggo e decido di scrivergli un commento. Poi mi rendo conto che è troppo lungo e non riuscirei a dire quello che voglio senza sfracellargli gli zebedei. Allora torno qui e decido di scrivere.

Il ragionamento utilizzato nel
post prende come spunto quello che dice l'intervistato, che poi è l'autore del post che lessi qualche giorno fa qui. Già allora mi fece pensare ma non scrissi nulla.

Il ragionamento è che il signor di Girolamo afferma che non darà un euro per i terremotati e spiega che è un modo per bloccare la ruota all'italiana: lo stato non fa niente, ma tanto gli italiani-brava-gente intervengono in caso di sciagure e lo stato è nuovamente sollevato dai suoi impegni e tutto torna alla normalità. Strage dopo strage.

Adesso, per me davvero ciscuno può pensarla come meglio crede, e agire di conseguenza. Non è che chi ha dato un euro per il terremoto è "più bravo" di chi non ne ha dato, ma meno di chi ne ha dato 2.
Il punto non è qui. Il punto è segmentare i ragionamenti. E torno a Carlo Giuliani. E che c'entra Giuliani adesso col terremoto? mi si dirà. Come cosa c'entra? Il terremoto dell'Aquila è esattamente come la foto in cui un ragazzino ha in mano un estintore e lo sta per lanciare contro uno sbirro.
Se prendo quella foto e la faccio vedere a una persona normale e aggiungo che gli hanno sparato in testa, l'unica risposta possibile sarà "hanno fatto bene". E' normale. Perchè tu vedi un teppista, un matto che così dal nulla prende su un estintore e cerca di uccidere uno che non ha fatto nulla. Lo vedi? No, a dire il vero non vedi, perchè una foto è statica e non ti fa vedere il pregresso. Ma la mente umana riempie i vuoti e cerca sempre le possibilità statisticamente più probabili per riempire le lacune e dare senso a ciò che non capisce.
Se però a quella persona fai vedere tutto il filmato, così che possa vedere che la foto ripresa da dietro non fa risaltare la distanza reale fra Giuliani e il defender, cioè che era impossibile riuscisse a ferire qulcuno pur riuscendo a tirare l'estintore, se fai vedere che il suo lancio è la conseguenza e la difesa per un'offesa ricevuta, e cioè una carica con pestaggio senza motivo su gente autorizzata a fare quello che stava facendo (manifestare pacificamente) allora la persona ti dice "peccato non abbia fatto in tempo ad ammazzare lo sbirro". Ed è una risposta corretta.

Allora per poter valutare una qualunque cosa, e agire di conseguenza, non è possibile guardare solo l'ultimo fatto senza considerare che deriva da una serie di cause e motivazioni strettamente correlate e che si estendono per un lunghissimo arco di tempo.

All'Aquila c'è il terremoto, le case cadono e la gente muore. Quelli che sopravvivono non hanno più nulla. Io ho capito il ragionamento che fa di Girolamo, un euro di certo non ci cambia la vita, eppure lui sfida la gogna in pubblica piazza e dice "NO".
E' un gesto, una protesta. E messa così ha pienamente ragione. Se io cittadino intervengo sto "parando il culo" allo stato, quello che non c'è e spreca i soldi per fare le missioni di pace anzichè mettere in sicurezza le nostre strutture. Se interveniamo mossi dalla pietà forse conquisteremo una monetina per il paradiso, però ha ragione lui, ci saranno i fondi per risolvere, quindi la gente non si incazzerà, quindi non si mobiliterà, quindi non ci sarà nessuna sanguinosa rivoluzione, quindi lo stato riprenderà lento e flaccido a rifare tale e quale quello che ha sempre fatto.

Dissi la stessa cosa ai tempi della spazzatura a Napoli. Dissi basta aiuti, quando i napoletani saranno sommersi nella merda fino al 5° piano delle abitazioni e inizieranno a diffondersi malattie debellate 200 anni fa allora si incazzeranno e saranno la testa di una rivoluzione, e il problema sarà risolto una volta e per sempre. Invece se ogni volta mettiamo una toppa salviamo temporaneamente la situazione e la gente non si incazza. E secondo me la gente se non è incazzata non ottiene nulla. Le buone maniere non sono cose per noi. Forse sono pratiche adatte alle società civili, ma in Italia non serve a nulla chiedere "per favore".
Mi incazzai anche per i disastri creati duranti gli allagamenti della zona di Capoterra. Ma quello è il mio territorio, lo conosco e so di parlare con cognizione di causa. Dissi chiaramente che si, c'è stato il morto (o i morti, non ricordo) e per me erano cazzi loro. Anzi, per me dovevano anche risarcire la regione Sardegna per i pericoli e i casini che hanno combinato. Eh ma che bestia, mi si dirà.
Bestia un cazzo, rispondo. Io, con la mia onestà costruisco su terreno edificabile rispettando tutte le leggi e mi viene una casa grande come un loculo se non ho abbastanza mq di terreno. Questi hanno costruito come animali, su un terreno non edificabile (è una pozza di fango!), tirando su villette della madonna alla faccia delle leggi e dei pirla che come me le rispettano. Allora fai il furbo e ti cade la casa? Ben ti sta! E il giorno che crolla ti chiedo pure i danni che hai creato all'ambiente. Altro che aiuti!

Però, io che ho un senso della giustizia molto primitivo, penso che se tu Signor X sbagli, tu paghi. Il tutto senza neanche osare fiatare. Ma all'Aquila sono crollate strutture pubbliche, son crollate case consegnate da poco da imprese di costruzione. Personalmente non capisco nulla di cemento e armature e strutture antisismiche, però sento le varie persone (credo) competenti e mi dico "cazzo! questa gente è stata presa in giro, gli hanno dato case fatte di sputo. Le strutture pubbliche erano non a norma". Quindi mi trovo davanti a persone che senza colpa hanno perso tutto. Questo perchè lo stato, prima del terremoto, non ha fatto nulla per garantire la sicurezza ai cittadini che vivono in una terra a grande rischio sismico, dove quindi è prevedibile accada un terremoto, voglio dire non c'è stata l'invasione da parte degli elefanti.
Uno stato che non solo non interviene per sanare quello che c'è da sanare, eh no, ma aggiunge del suo. Condonando qualunque tipo di struttura, continuando a non applicare le leggi (esistenti) sull'edilizia e pretendere serietà delle imprese. Non facendo i controlli adeguati, usando sempre la solita politica del buonismo all'italiana.

Non so niente di terremoti, non sono esperta esattamente di niente. Ma pretendo di essere cintura nera in coerenza. Allora la legge dice che non si può costruire in terreno non edificabile? Ok, allora tu Signor X costruisci pure e vai contro le mie leggi. Ma deve essere garantito al 1000% che il giorno che appoggi l'ultima tegola della tua casa io vengo con le ruspe e butto giù tutto. Senza se e senza ma. Prima butto giù, poi se vuoi ti lamenti. Dopo, non prima. E così per ogni cosa. Costruisci un balcone? Via, ruspa. Troppo vicino al mare? Ruspa. Abitazione in terreno agricolo? Ruspa. Materiali non a norma? Ruspa.

Eh, la fai facile te, mi sento dire. La ruspa costa e anche il controllo e tutto il resto. Che soldi? Mi chiedo io. Tu cittadino costruendo dove non puoi mi stai creando un disagio e un disturbo, quindi paghi la ruspa che ti butta giù la casa più la multa. Paghi tu e chi ti ha periziato con un ok falso quella struttura. I soldi possono finire nelle casse del comune/regioni/stato. Comunque dove può finanziare che ne so...l'edilizia pubblica?
Non solo, ma la tua casa risulta costurita male? Con materiali scadenti? Tu cittadino preso in giro dall'azienda vai dal tuo amico stato che fa: chiudere per sempre quella impresa e la obbliga a restituirti i soldi spesi per la casa più la multa allo stato che è stato disturbato, più un risarcimento al cittadino.
Questa è insieme coerenza e fantascienza. Cioè a fare un ragionamento così semplice ci arriva anche un bimbo. Ma non lo stato. Come mai? Perchè entriamo nella fantascienza delle pratiche all'italiana. In cui più sei delinquente più soldi fai, più ne hai più politici compri, e più ne compri più le leggi ti agevolano, e anche quando non ti agevolano sai bene che in italia la legge punisce solo i morti di fame. Chi ha soldi sa perfettamente che resterà impunito.

Guardate il nostro amatissimo presidente com'è presente adesso in Abruzzo. Gli brillano gli occhi. Certo che si, è tutto da ricostruire e sai adesso quanti affari ci faranno lui e i suoi compagni di merdende? Lui e le sue new town. Nuove città e vecchie magagne. Quanti soldi della mafia verranno ripuliti? Quanti miliardi spariranno fra imprese e appalti e subappalti e appalti degli appalti? Quanti "compari" adesso avranno da lavorare? Via, si prendono anche i clandestini da Lampedusa, che fra poco avremmo bisogno di molta manodopera in nero.

Però c'è un però. Abbiamo perso il filo principale. La questione era l'euro. Lo do o non lo do? Ecco, la foto che inquadra Carlo Giuliani da dietro dice "no". Perchè Carlo Giuliani colpevole con un estintore in mano sono io cittadino che posso contribuire o meno alla politica all'italiana dell'aiuto e della misericordia, che mi pulisco la coscienza dando un euro e un giubbino vecchio e siamo tutti compari. Però all'estintore in mano come ci siamo arrivati?

L'esame di coscienza da fare è prima dell'euro. Io, che cittadino sono? Che senso civico ho? Io quando una cosa del mio Stato (qui maiuscolo) non funziona mi comporto da cittadino o da italiano? Io mi batto, mi informo, denuncio, smaschero? Oppure io sto zitto che non sono affari miei, e se c'è da rubacchiare perchè no? E gli operai che mi tirano su la casa sono in nero ma io non me ne accorgo, e so bene che tizio è un mafioso ma quando si candida anzichè andare a sporgere denuncia gli chiedo a umma umma se mi trova un lavoro? Eh? Che cittadino sono, io?
Perchè se io sono un Cittadino del mio Stato allora mi posso permettere di dire: no, ci pensi tu, perchè io pago le tasse, rilascio scontrini fiscali, assumo i miei dipendenti e rispetto i loro diritti, e io il furbo non lo faccio perchè vivo in uno Stato che rispetto e pretendo mi rispetti.
Oppure sono un cittadino italiano, e allora devo per forza correre in soccorso di chi non ce la fa. Perchè domani è sicuro avrò bisogno di aiuto anche io. Perchè so che i miei concittadini hanno creato scuole, strade, case, strutture pubbliche, leggi, ddl, informazione, ministeri, stato sociale, tutto quello che ti può venire in mente alla cazzo. Non c'è altro modo di dirlo. Alla cazzo. E in uno stato dove vige la legge della giungla, dove il potere è dato dal soldo, è normale si tenda a voler aiutare gli altri. Capiamoci, aiutare chi è un pezzente e merdoso come te. Se il terremoto fosse capitato a Montecitorio o Città del Vaticano sarei già corsa li a buttare terra SOPRA gli eventuali superstiti.

Quindi va bene. Non dare l'euro è una forma di protesta. Serve per non favorire questa politica all'italiana. Ma prima del terremoto, prima di una qualunque catastrofe dove era il nostro "essere cittadini"? dove erano le nostre lotte? dov'era il nostro opporci a ogni piccolo sopruso fatto da chi detiene il potere? dov'era il nostro ragionare sui fatti della politica ignorando il grande fratello?
Dove eravamo prima del terremoto in Abruzzo?

E dove saremo quando i terremotati ci avranno rotto i coglioni e non faranno più audience?
Saremo dal dentista a dire che se ci fa lo sconto va bene senza fattura, saremmo in un negozio di cinesi fregandocene dei diritti della manodopera (su suolo italiano), saremmo dal vigile urbano con un presente per la sua signora  "previa sparizione della multa", saremo presi a chiedere contributi alla Comunità Europea per aprire un'attività facendoci gonfiare le fatture per crearci i nostri piccoli fondi neri, saremo seduti davanti ad un politico a promettere voti in cambio di un posto di lavoro per quel caro nipote. Staremo facendo la conta per cosa dichiarare nei redditi, una cosa si e tre no. Staremo stilando documenti atti a mettrela nel culo sempre e comunque a chi è un pizzico più pezzente di noi. Saremo co.co.pro che si cacano addosso a chiedere spiegazioni dopo 15 anni di rinnovi, per paura che il padrone si arrabbi e ci mandi a casa. Ci staremo lamentando contro gli stranieri che ci rubano il lavoro e non con i nostri sindacati che firmano accordi di CCNL da far tremare gli schiavi del cotone. A dire "governo ladro" se piove ma poi zitti quando Silvio apre bocca, senza vedere che son 30 anni che ci ruba i soldi di tasca.

Ecco, saremo sempre li, a fare gli italiani. Hanno ragione gli stranieri. Siamo pizza e mandolino. E mafia. Nessuno escluso.  

Il disclaimer del post lo metto alla fine: non è un'accusa per chi da o non da. Non esprimo giudizi per chi vorrebbe ma non può, per chi può ma non vuole, per chi può e vuole per chi...insomma mettete insieme tutte le combinazioni.

postato da: Bassotuba75 alle ore 14:47 | link | commenti (14)
categorie: elezioni 2008, giramento di maroni, nanus maleficus
giovedì, 16 aprile 2009

Programmi per il ponte di pasqua:

Bassotuba, l'orfanella, sa di dover passare ben quattro giorni di ferie forzate da sola a Bologna. Tutti partono per una mini vacanza o per raggiungere i parenti. Lei, con le chicchissime "pezze ar culo", sta a casa. Unico superstite un amico che le propone grandi bevute serali e una gitarella a Venezia per il lunedì.
Adesso, lei che ha una laurea conseguita con il massimo dei voti in "Adattologia applicata" pensa vada benissimo. E ci mette il suo tocco finale: riesumare la bici da nonno dal garage, sistemarla e girottare per il suo nuovo quartiere, così da imparare tutte le viuzze e smettere di esclamare come una stupida "oh ma dai, guarda dove sbuca!" ogni volta che cambia percorso.

Adesso, considerando il fattore X (sfiga) poteva andare tutto così? Naaa
Reale ponte di pasqua:

Bassotuba torna a casa giovedi sera, con la testa grande come una mongolfiera e la prima tappa della via crucis è la coinquilina che le parla con voce volutamente strozzata, a voler suggerire che il concetto la tocca parecchio e potrebbe anche anche mettersi a piangere. Bassotuba, che si sa essere stronza fino al midollo, adora la coerenza, e se la fai grossa poi non ti presenti con il tono di un duenne a fare la vittima. Perchè se prima il sangue pompava nervoso adesso il cervello ordina ai muscoli "vai, attacca! Mani in faccia!". Ecco. Giusto per chiarire.
Quindi si sorbisce la lagna e con voce volutamente scocciata risponde: senti, mi stai attaccando un pippone atroce. Di robe che non c'entrano una mazza. Non ci siamo capiti: chiudimi quella cazzo di porta di ingresso.
La parentesi sarebbe che la coinquilina è talmente demente che mercoledi sera torna a casa e non s'accorge di non aver chiuso la porta di ingresso. Dico va bene, una volta la distrazione ci può stare. Stai attenta. Il giovedi mattina alzandosi Bassotuba scopre di aver dormito per 1 ora e mezza con la porta di ingresso spalancata. Le mancava un neon luminoso sul letto che segnalava: dormo, non sento, sgozzami pure. La coinquilina, con gravissimi deficit nel pollice opponibile, e altrettanti a livello mentale esce di casa alle 6.30 del mattino e non si "accorge" di aver lasciato la porta spalancata. Ah...pensa a volte il caso. E pensa, la stessa cosa in meno di 24 ore. Parte sms di primo mattino. La sera appunto ecco arrivare puntuale il pippone. E' mortificata, dice, però se fosse capitato a me non si sarebbe mai permessa di scrivermi che forse lo faccio apposta. Le spiego gentilmente che una distrazione ci può stare, il bonus era quello della sera prima, rifare esattamente la stessa cosa il mattino dopo può avere solo due spiegazioni: o sei una menefreghista totale, e non ti fa onore, oppure lo fai per dispetto, e in questo caso ti ricordo che l'asilo è finito da un pezzo. Dopodichè si era già mortificata la sera prima, e poi adesso. Faccio notare che di mortificazione ne ho il frigo pieno e piuttosto che mortificarsi ogni 10 minuti per poi rifare esattamente la stessa cosa è pregata di fare solo una cosa: chiudere la porta. Ah...che concetto difficile!

Da venerdì Bassotuba non riesce neanche a finire la frase "finalmente sola per una sett..." che le tonsille esplonodo come due pop corn grandezza melone. In pratica ho passato 4 giorni in gita da una camera all'altra a fare grandi bevute...di acqua, per mandare giù antibiotici. Mi son goduta il silenzio, questo si. Ho letto un libro che mi è piaciuto tanto, che poi sarebbe questo, mi son mangiata un uovo di pasqua intero, fatto scorta di coccole con il miciogatto, e perso definitivamente l'uso del braccio destro.
Se fino a pasqua avevo serissimi problemi solo alla mano adesso il braccio è fottuto fino al gomito. Che voglio dire, già mi dava noia il fatto di avere nella mano destra la forza di una morta. Era già abbastanza preventivare la brutta figura ad ogni presentazione, che sai di mettere in mano all'altra persona una manina da fighetta schifiltosa, che non sa stringere neanche un po'. E la testa che non registra più i nomi degli altri, non perchè stai pensando a dire il tuo, ma perchè stai mettendo tutto il tuo impegno a pensare "stringi la mano cazzo, anche se fa male, stringi".  Ecco, bei tempi la fighetta schifiltosa. Adesso ho un braccio con due sole posizioni: o è dritto o è piegato. Per passare da una posizione all'altra lo devi tenere, bestemmiare dal dolore e concentrarti guardandolo affinchè risponda ai comandi della testa. Braccio destro naturalmente, ed io non sono mancina.

Però poi oggi torni al lavoro e trovi una notizia come questa, che fa sorridere si, e ti fa sentire finalmente meno sola. Italiani! Pensavamo di essere il popolo più arretrato d'europa, sotto il potere di uomini perfettamente inutili, con un papacazzinger che spara fregnacce ogni cinque minuti. Beh, sappiate che abbiamo perso anche questo primato: il Mongolino d'oro per il mese di Aprile va a Michal Grzes, consigliere della città di Poznan nella Polonia occidentale. Costui afferma che...siore e siori tenetevi forte: un elefante gay è scandaloso. Olè. Questo, secondo me, ha studiato con Silviolo, e farà strada. Forse non in Polonia, ma in Italia una sedia da ministro non gliela leva nessuno.

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